.
Annunci online

Blog dal quartiere Marina a CAGLIARI
SI RIAPRE!
post pubblicato in il Padrone sono me!, il 31 maggio 2015


Annunciazione, Annunciazione! il blog Tore Pirino riapre e riparte... datemi solo il tempo di mettere a punto grafica e iconografia e idee. Poi, via! Giusto qualche giorno.

Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. Diario

permalink | inviato da Tore Pirino il 31/5/2015 alle 19:10 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
MIE RICETTE
post pubblicato in diario, il 24 settembre 2011


 

Sa Fregula Sarda Vegetariana

 

Per quattro persone

 

Ingredienti:

 

Ø      una base di soffritto con una cipolla, due carote, una patata, uno spicchio d’aglio, una puntina di peperoncino (se piace), un pomodoro bello rosso, un cucchiaio bello pieno di passata di pomodoro, un cucchiaino di concentrato di pomodoro. Un trito di prezzemolo per decorare.

Ø      210 grammi di fregula sarda media

Ø      un litro di brodo vegetale.

Importante! evitate di usare il brodo di dado. Ma, se proprio dovete, utilizzate un dado kasher. Sarete certi di non trovarci dentro sorprese al lardello di porco…

Ø      due cucchiai d’olio extravergine d’oliva

 

Utensili:

 

> una padella antiaderente tanto grande da accogliere tutti gli ingredienti

Ø      una pentola dove farete bollire il brodo e la fregula

Ø      un tagliere

Ø      un coltello da verdure

Ø      uno sbuccia patate

Ø      l’aceto necessario a pulire le verdure

Ø      una bacinella grande

 

 

Pulite le verdure, e mettetele a bagno nella bacinella per almeno un minuto in acqua e aceto. Il bagno serve ad allontanare dalle verdure quegli insetti che metterebbero in pericolo il lato vegetariano della ricetta…

Sciacquate le verdure, e poi tritate bene la cipolla e le carote. Mettete cipolla e carote nella padella con l’olio d’oliva, lo spicchio d’aglio che poi toglierete, la punta di peperoncino, e fate rosolare. Quando la cipolla comincia appena a velarsi, togliete l’aglio e mettete la patata che avrete tagliuzzata a tocchi piccoli, e subito dopo il pomodoro ridotto a dadi minuscoli, la passata di pomodoro e il doppio concentrato. Regolate il fuoco. Fate cuocere bene, facendo attenzione a non far annerire nulla. Intanto, mettete sul fornello il brodo vegetale. Quando questo bolle, coceteci dentro la fregula per il tempo indicato. Di solito, bastano dieci minuti.

Controllate quel che cuoce in padella: la patata deve risultare cotta ma ancora ben salda. Quando la fregula è cotta, rialzate il fuoco sotto la padella, versateci dentro il brodo e la fregula. Girate bene il tutto per un minuto a fuoco alto.

Importante! non usate sale, né per il condimento né per il brodo di dado.

Le verdure vanno bene così, e il dado è già salato di suo.

Ora spegnete, e decorate Sa Fregula Sarda Vegetariana con il trito di prezzemolo.

 

Subito in tavola e Buon Appetito!

 

 

p.s.: con le dovute attenzioni, questo piatto può essere kasherizzato…

 


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. cucina Il Padrone sono me!

permalink | inviato da Tore Pirino il 24/9/2011 alle 17:23 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
Café Letterario
post pubblicato in Tore Pirino, il 4 gennaio 2011


 La Stroncatura

E va bene: chi scrive è di parte. Dichiarata, poi. Filo Israele tanto da aver fondato, con un gruppo di amici, Chenàbura. Associazione di amicizia sardo-israeliana. Quindi, sarei il meno indicato a stroncare ‘Sposata ad un altro uomo: Israele e la questione palestinese’ di Ghada Karmi. Troppo facile. Troppo semplice. E via, la cosa puzza pure un poco di cattiva fede…
Il problema, invece, è che stroncare questo libro. è davvero troppo facile. Perché parte dalle solite accuse ad Israele dei pallestinesi. Che poi sarebbero i palestinesi quando si mettono a spacciar palle per verità. E la Karmi, pallestinese nata a Gerusalemme, dipinge lo Stato Ebraico come colonizzatore, razzista, incarognito in una pulizia etnica devastante, e via peggiorando.
Un’immagine, questa di un Israele carogna, molto cara pure ad un certo demi-monde giornalistico italiano che ha come portabandiera cronisti immaginifici come Vittorio Arrigoni. Lo ricordate? Massì: è quel bravo cronista che scriveva, seduto in un bar di lusso a Gaza e con in mano un ottimo cocktail, della fame che devasta la Striscia. Territorio occupato dagli israeliani in cui manca tutto, ma proprio tutto. Salvo, naturalmente, i rari e costosi ingredienti del beveraggio di Arrigoni. Poi, prova tu a mostrare ai tuoi lettori le foto di una Gaza stracarica di prodotti, e di merci, e pure del superfluo. Ti dicono che trucchi le foto. Trucco pure quelle tratte dai depliant turistici (!) distribuiti da Hamas per attrarre turisti a Gaza City?
Ecco, vedete: non mi riesce di rimanere serio di fronte a queste palle pallestinesi.. Ma come si può? A Gaza governano gli hamassassini. In Cisgiordania, Al-Fatah. Ed è impossibile stabilire chi tra questi due (s)governi meglio i poveri palestinesi. Niente elezioni. Niente democrazia. Niente leggi, se non quelle stabilite dai ras locali. Giustizia feroce e di parte. Con decine e decine di condanne a morte comminate dai tribunali speciali. Ma la colpa di questi orrori è di Israele. Pardon: dell’Entità Sionista che colonizza i Territori, affama il popolo palestinese, attua una terribile pulizia etnica. Non fanno ridere, i pallestinesi?
In Israele, ci sono libere elezioni. Un governo eletto. Un parlamento che funziona. Giudici tanto liberi ed indipendenti che non temono di condannare i politici che sgarrano. E mi fermo qui, che poi mi accusate di fare propaganda sionista.
Certo, e questa è l’unica cosa su cui sono d’accordo con la Karmi, Israele e palestinesi sono ancora nemici. E la guerra, per Hamas, è solo sospesa. Mi pare non sia necessario svolgere il filo di questa storia. Certo, è un dramma e una tragedia. Coinvolge due popoli. Dura da troppi anni. Come uscirne? Unica ‘soluzione giusta per un conflitto che dura da tanto tempo’, per la scrittrice araba israeliana, è quella di cancellare per sempre l’idea di dar vita a due stati, uno ebraico, l’altro palestinese. E fondare invece ‘un unico stato unitario che assicuri a tutti i suoi cittadini pari diritti, al di là delle religioni professate’. La genialata, in verità non è frutto degli studi intensi della Karmi. È la stessa che da qualche anno viene usata ed abusata dalla propaganda (essì: questa è propaganda) palestinese come soluzione finale al casino mediorientale. Ché, gli hamassassini, si sono detti: visto che le guerre le vince sempre l’Entità Sionista, visto che gli israeliani hanno sconfitto il terrorismo suicida, visto che la violenza e gli attentati non vanno più di moda, proviamo a vincere con la dolcezza. Così, da qualche tempo, ad ogni incontro pro Palestina, c’è sempre quello che tira fuori questa idea straordinaria. Tanto straordinaria, che i pallestinesi vogliono piazzarla in testa a tutti gli occidentali. Questi ‘cesareragazzi’ in sedicesimo, dopo aver sparato la solita salva di palle (Israele razzista, colonizzatore, affamatore, ammazzabambini…) sospirano vergini e santi: “stiamo cercando una soluzione giusta per il conflitto”. Che è quella che ho già detto. Un solo stato, dalla Giordania al mare. Un nuovo stato, libero, indipendente, senza distinzione di religione, giurano. E ri-sospirano, immaginandosi le delizie di questo Stato de-giudeizzato. Eggià: senza ebrei. Perché nelle concioni palestinesi, e nel libro della Karmi, manca sempre questo piccolo inciampo. Per costruire questa stupenda Utopia, bisognerà pure radere al suolo lo Stato d’Israele. E buttare in mare qualche milione di ebrei israeliani. Magari, solo quelli che rifiuteranno di vivere in ‘sto paradiso in terra. Gli altri, invece, quelli che ripudieranno il sionismo, e possibilmente pure l’Ebraismo, potranno vivere in una sorta di Eden. Copia di quello allestito in questi anni nella Striscia di Gaza da Hamas. O in Cisgiordania da Fatah. Certo, basterà che questi felici neocittadini si ricordino che a) tutti gli uomini sono uguali, ma i mussulmani sono meglio. b) la donna vale la metà di un uomo. c) i froci vanno uccisi in nome di Allah. d) la democrazia è un inganno. e) la libertà è un inganno. E mi fermo qui. Perché mi scappa da ridere.
 

Sposata ad un altro uomo. di Ghada Karmi (ed: DeriveApprodi, 2010)




permalink | inviato da Tore Pirino il 4/1/2011 alle 21:20 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (10) | Versione per la stampa
Robba da nun credere!!! i giudii se rubbano proprio tutto! 2 (la vendetta)
post pubblicato in Italya, il 2 settembre 2009


Continua (e speriamo finisca qui) la favola degli ebrei predatori di organi...
continua

Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. israele

permalink | inviato da Tore Pirino il 2/9/2009 alle 17:23 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (13) | Versione per la stampa
Robba da nun credere!!! i giudii se rubbano proprio tutto!
post pubblicato in Italya, il 21 agosto 2009


La storia che racconta Ugo Volli è talmente scema, folle è un termine troppo alto per questi pennivendoli svedesi, che leggendola si ride. Si ride amaro, eppure si ride....
continua

Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. antisemismo

permalink | inviato da Tore Pirino il 21/8/2009 alle 12:35 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
La mia 'errrrre'
post pubblicato in Memorie in Brutta Copia, il 15 luglio 2008


Mi fanno male le punte dei piedi. Le scarpe che mia madre mi ha imposto questa mattina sono dei sandali aperti,e non mi danno un grande sostegno. Per di più, sto dritto come un fuso.E di un fuso ho la rigidezza. Mi sento scorrere dappertutto un sudore terribilmente caldo. Ne ho la fronte inondata. Mi scorre fin dentro il colletto del grembiulino. Gli occhi sono fissi sulla faccia severa della mia maestra. Quella che "ha le gambe grosse come quelle di una ballerina".Anche lei mi guarda. E non mi pare poi che sia così severa. Almeno, non è severa come quando fa inginocchiare i miei compagni  su un fazzoletto di ceci steso dietro la lavagna.  Mi guarda e mi spinge ancora: "Salvatore...fai l'aero". Ed io, più che altro per far finire subito quella tortura metto la lingua sul palato e  imito il rumore di un motore imballato. "Rrrrrrrrr". Ancora. "Rrrrrrrrrr". Ancora. "Rrrrrrrrrrrrhh". Lo sforzo è tanto, che per farmi uscire dal petto quella consonante a me ancora ignota, debbo chiudere gli occhi. Sudore salato mi arriva fin dentro la bocca. Lo ingoio,insieme all'umiliazione e alle lacrime."Rrrrrrrrrrr" .

Mille anni di sforzi, e 'sta cazzo di 'R', non ce l'ho ancora


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. scuola

permalink | inviato da Tore Pirino il 15/7/2008 alle 17:11 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Memorie in brutta copia
post pubblicato in Memorie in Brutta Copia, il 15 luglio 2008


La parete di fronte è altissima.Anche se mi sforzo tanto, e la mia testa nel tentativo di superare quella barriera almeno con lo sguardo s'inclina pericolosamente all'indietro, non riesco a vedere niente  oltre la cima. Così, pigio forte sui pedali del mio triciclo e corro  più veloce che posso. Quella enorme terrazza  è il mio velodromo.  M'inclino un poco di lato per curvare meglio e lasciarmi sulla sinistra il muro che ora s'è fatto vicinissimo, e subito dopo accellero per uscire dalla stretta 'u' del percorso. Proprio come ho visto fare ai ciclisti grandi sulla tv di casa. Quanti anni ho? cinque, sei. Non di  più. Sono un bambino grasso. Robusto, si diceva allora. Pantaloncini corti corti con il risvolto a metà coscia. Bretelline. Capelli biondicci che diventeranno poi neri tagliati a 'conk'e lampadina'. Questo terrazzo è il mio immenso parco giochi. E quando non ci gioco, passo minuti, ore, giorni con in mano il fumetto di Capitan Miki. Tagliato sulla lunghezza di una sola striscia, una per ogni pagina, edito (e chissà perchè mi è così fisso in testa) dalla essegesse. Non so ancora leggere. Mi piacciono le figure, ecco. E i suoni che qualcuno mi ha insegnato. Bang! Crack! Sbeng! In una foto ho in mano il giornalino, e una faccia sospesta tra il pianto e l'incazzo. Non sono, credo, un bambino simpatico. Coccolone.Coccolato.Insomma, il tipico maschietto di quegli anni.


Non sono molto cambiato

 


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. bosa

permalink | inviato da Tore Pirino il 15/7/2008 alle 16:49 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
Sfoglia settembre       
calendario
adv